Luigi Stocchetti, Stolu
Luigi Stocchetti, in arte Stolu, vive da 67 anni a Letino, un paesino del Matese dove il tempo sembra essersi fermato. Lì è facile imbattersi in sculture firmate Stolu, scultore autodidatta, comunista, uomo religioso, privo di un’istruzione accademica, ma artista vero, in quanto scolpisce nella pietra semplicemente perché non ne può fare a meno. Lo scolpire ogni giorno “non gli dà il pane”, non lo ha reso ricco in tutti questi anni, ma almeno Stolu ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro Città di Vigevano, la coppa della Provincia di Pavia, alcune mostre, e una laurea honoris causa, assegnatagli da un Istituto di Geologia, giacché le pietre che “ruba” alla sua terra sono pietre laviche, marmi, basalti, graniti.
Ma un’artista è tale al di là di chi gli conferisce questa qualifica. Non si può negare che Stolu sia dotato di sensibilità artistica, e che sia voglioso di comunicare non con la parola ma scolpendo nella pietra. Dopo aver lavorato in Svizzera come muratore, Stolu fa ritorno nel suo paese natio per dare finalmente sfogo alla sua creatività, per “liberare” quelle figure e quei paesaggi bloccati nei massi. Stolu, infatti, comincia ad accarezzare quelle stesse pietre che da ragazzo spaccava, perché nella pietra vede nascosta l’opera d’arte (come già per Michelangelo), e la tira fuori con scalpello e flex.
Molti suoi lavori sono a carattere religioso, ma nel suo studio, appena fuori da Letino, non ci sono solo sculture raffiguranti la Pietà, o San Paolo, ma anche opere con tematiche sociali e politiche, come l’Umanità e il Parlamento. Alcuni bassorilievi ricordano i graffiti, forse perché le mani di chi li ha creati sono di un uomo semplice, mentre altre sculture giocano sulla percezione volumetrica dello spazio, come quelle “adottate” dai comuni di Caserta (in via Rosselli), Gallo Matese, Roccamonfina, San Gregorio, Trentola Ducenta, Vada, e dal Museo Nazionale “Gli Etruschi” di Vallelunga.
Questi massi di pietra sono il risultato di un’attenta osservazione della nostra società: nonostante l’osservatore viva confinato alle pendici di un monte, sa raccontare nelle sue opere i fenomeni sociali del nostro tempo.
Laura Matarese
STOLU - Foto di Luigi Foglia

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