
Nella sua opera "Così parlò Zarathustra", Nietzsche offre una rivoluzionaria visione dell'uomo che rompe con la cultura dell'Ottocento per dare vita al pensiero del Novecento, libero dagli schemi borghesi. Anche la danza è chiamata in causa, per precisare che anche l'arte non coincide più con l'ideale di purezza formale, infatti ogni cosa è soggetta al mutevole e nasconde infinite interpretazioni.
IL CANTO DI DANZA (Nietzsche)
Una sera Zarathrusta andava con i suoi discepoli per il bosco; e cercando una fontana, ecco che giunse su un prato verde, circondato da alberi e arbusti silenziosi: su di esso danzavano delle fanciulle tra loro. Appena le fanciulle riconobbero Zarathrustra, interruppero la danza; ma Zarathustra si accostò loro con gesto amico e disse queste parole:
"Non interrompete la danza, care fanciulle! Non venne da voi un guastafeste col malocchio nè un nemco delle fanciulle.
Sono il mediatore di Dio presso il demonio: ma questi è lo spirito di gravità. Come potrei, voi leggere, essere nemico di danze divine? Di piedi di fanciulle dai bei malleoli?
.....Nel profondo amo solo la vita- e, in verità, più che mai quando la odio!
Che io voglia molto bene e spesso troppo bene alla sggezza avviene solo perchè essa mi ricorda moltissimo la vita!
Ha i suoi occhi, il suo riso e persino la sua canna dall'amo d'oro: che posso io se si somigliano tanto?
E una volta che la vita mi chiese: chi è dunque la saggezza? -io risposi frettoloso: "Ah sì! La saggezza!
Si ha sete di lei e mai ci si disseta, si guarda attraverso veli, si brancola dentro reti.
E' bella? Che ne so! Ma le carpe più vecchie si adescano ancora con lei.
E' mutevole e ostinata; spesso la vidi mordersi il labbro e pettinarsi la chioma alla rovescia.
Forse è cattiva e falsa, e in tutto una donna; ma è proprio quando parla male di se stessa che più che mai seduce".
....Così cantò Zarathustra. E quando la danza fu terminata e le fanciulle se ne furono andate, si rattristò.
..."Sei ancora vivo Zarathustra?
Perchè? A che scopo? Per mezzo di che cosa? In che direzione? Dove? Come?
Non è stoltezza vivere ancora?
- Ah, amici, è la sera che così mi interroga. Perdonatemi che i sia fatta sera!"
Così parlò Zarathustra.
NIETZSCHE.

2 commenti:
Perchè? A che scopo? Per mezzo di che cosa? In che direzione? Dove? Come?
Sono le domande dell' uomo moderno? Di tutto un secolo, il novecento?
Un secolo in cui l' uomo ha iniziato a soffrire meno, almeno in occidente, dei malanni esteriori ed ha iniziato a preoccuparsi dei malanni interiori; oppure si è solo passati ad ammalarsi all' organo chiamato cervello?
L'Ottocento ha visto nascere la psicanalisi, ma i malesseri interiori sono sempre esistiti, come la depressione, l'isteria, l'infermità mentale...ma nessuno andava dallo psicologo o psichiatra perchè non esisteva tale figura...Un modo per esorcizzare le proprie sofferenze era lo studio del mondo letterario, l'esercizio poetico, vivere a pieno la cultura del proprio tempo, frequentando circoli culturali, i salotti, e i Caffè dove si discuteva e si dava vita a idee e sentimenti, oppure si viveva in solitudine circondati da testi letterari e si studiava, leggeva: un processo di introspezione, un'auto analisi della prprio sfera psicologica, ma tutta personale.
Non è un attacco alla psicologia, ma solo un momento di riflessione.
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